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Festival_Vaticano
Il Vaticano ha a cuore un solo interesse: il proprio.

"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile, l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll (Colonnello veterano della guerra civile, leader politico statunitense; 1833 – 1899) ======================== I religiosi, e tra questi ovviamente i più potenti, gli uomini della gerarchia della Chiesa Cattolica, si presentano al resto dell’umanità come i rappresentanti sulla Terra del Creatore dell'intero universo, portatori di un messaggio ‘superiore’ in virtù del quale si auto-pongono nella posizione privilegiata di dare indicazioni agli altri in ambiti quali la morale, l'etica, le scelte di vita, la sessualità, cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, la vita, la morte, sconfinando sovente in ambiti che non dovrebbero essere di loro competenza (politica in primis). Purtroppo per loro, nonostante la studiata sontuosità dei riti inventati dei quali sono i celebranti, spesso e volentieri questi signori non sarebbero in grado di dare né dritte di vita e né tantomeno lezioni di morale proprio a nessuno, come dimostrano le notizie di stampa raccolte in questo blog e nella quasi totalità dei casi taciute dai telegiornali. I fatti dimostrano che coloro che tuonano contro i peccatori e continuano a emettere giudizi trancianti e degradanti per altre persone sono spesso loro stessi uomini assai poco immacolati e irreprensibili, che tuttavia vivono una vita privilegiata. La storia bimillenaria di questa istituzione religiosa abbonda di comportamenti e decisioni politiche non esattamente impeccabili. L'idealistica ispirazione iniziale alle parole e al messaggio del profeta ebreo Yeshùa si è andata col tempo corrompendo sin da quando l'imperatore Costantino capì che poteva usare il cristianesimo come efficace strumento di potere, un processo poi completato nel IV secolo da un altro imperatore, Teodosio, che lo rese religione imperiale. La gerarchia ecclesiastica da allora ha assaporato i vantaggi e i benefici del potere e nei secoli seguenti, attraverso una serie di vicende storiche molto complesse e anche affascinanti, si è adoperata - e si adopera tutt'oggi - per mantenerlo, con la calma di facciata, la pacatezza nei toni (non sempre) e la determinazione d'intenti che la contraddistinguono. Ancora, soprattutto tra le persone con minore livello di istruzione, molti continuano a considerare i membri del clero (socialmente parlando) un gradino al di sopra di tutto il resto della popolazione, ai quali si deve rispetto a prescindere da quello che dicono o fanno. Ci sono anche esponenti del clero che si pongono nella posizione alquanto arrogante di non tollerare critica alcuna, giocando in modo scaltro e studiato con le credulonerie e superstizioni della gente. Potremmo fare molti esempi ma ci limitiamo a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, che (sul settimanale Oggi n. 11 del marzo 2008) dice: «Sono uno di quei preti che credono all’esistenza del demonio e al fatto che agisce nel mondo» e aggiunge che «L’azione di Satana punta in particolare a sobillare odio contro Cristo e la Chiesa.» Capito il concetto? Chiunque osi dire qualcosa o riportare notizie che in qualche modo mettono la Chiesa in cattiva luce sarebbe un malvagio servitore del demonio. Il personaggio in questione non è certo il solo ad utilizzare questo tipo di argomenti e si potrebbero lasciare ai loro deliranti sproloqui se non fosse che il loro stipendio non venisse pagato anche con i soldi pubblici di tutta la popolazione italiana (compresi coloro che non sono né cattolici né credenti) grazie ai discutibili meccanismi di distribuzione dei soldi raccolti grazie alla donazione dell’8 per mille sulle tasse. Ogni anno, puntualissima, nella stagione delle dichiarazioni dei redditi parte la campagna pubblicitaria della Conferenza Episcopale per invogliare gli italiani a dare alla Chiesa Cattolica il contributo dell’8 per mille. Tanti laccati spot televisivi, trasmessi nelle ore di massimo ascolto (la CEI non bada a spese quando c'è da organizzare la raccolta fondi), nei quali al suono di musiche melodiose si susseguono immagini edificanti di simpatici pretini di campagna e di città laboriosamente impegnati a fare tanto del bene, ma proprio tanto. Bravi. Naturalmente ogni medaglia ha due facce e quando si versano soldi alla Chiesa Cattolica li si danno non solo per interventi assistenziali, umanitari o caritativi (i soli pubblicizzati negli spot) ma anche per “finalità religiose ed esigenze di culto” e naturalmente anche per il fondamentale “sostentamento del clero”, del quale fanno parte anche persone non necessariamente sempre meritevoli dei nostri ‘oboli’. Del clero infatti fanno parte non solo gli adorabili e umili pretini che si vedono nelle pubblicità (ma c’è ancora chi crede alle pubblicità??) ma anche i potenti vescovi e cardinali che girano coi macchinoni, esibiscono anelloni e catene d’oro e pietre preziose, vivono vite di lussi e privilegi e che, spesso e volentieri, hanno anche la cattiva abitudine di interferire con la vita pubblica e nel dibattito prettamente politico del paese. Il che va probabilmente bene per chi è cattolico praticamente ma non tutti gli altri. Il problema infatti sta in quel “tutti gli altri” perché i soldi dell’8 per mille, per via di un complesso meccanismo alquanto discutibile, vanno a finire per quasi al 90% alla Chiesa Cattolica sebbene solo circa un terzo dei contribuenti indichi tale Chiesa come destinataria. Com’è possibile? Lo spiega bene la Wikipedia, la preziosa enciclopedia libera on line da cui è tratto il brano che segue: “L'aspetto più controverso dell'8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse, che attualmente è effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte espresse. I dati più recenti disponibili indicano che l’otto per mille dell'Irpef sui redditi del 2000 ammontava ad 897.077.447 euro. Di questi il 39,62% (ovvero 355.422.085 euro) è stato destinato in base alle scelte espresse dai contribuenti, mentre il 60,38% (ovvero 541.655.362 euro) è stato destinato senza alcuna scelta dei contribuenti. In virtù di questo meccanismo, nonostante solo il 35,24% degli aventi diritto avesse destinato nel 2000 il proprio contributo alla Chiesa Cattolica, l'87.25% dell'intero gettito da l'8 per mille è stato devoluto alla stessa, grazie al recupero delle scelte inespresse. Il problema è stato portato all'attenzione del Parlamento Italiano nell'ambito di un'interpellanza promossa dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle Istituzioni. Questo meccanismo di attribuzione automatica delle scelte inespresse è stato definito "una mostruosità giuridica" da autorevoli storici e criticato da diverse personalità dello stesso mondo cattolico, compreso l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Altre critiche, sorte dal mondo laico, sostengono che: - la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, il principio su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell'otto per mille. - il fatto che vengono finanziate a fondo perduto confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. - Viene fatto notare che soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale. - il fatto che lo Stato italiano, a differenza delle confessioni religiose inserite nella ripartizione, non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Per questa ragione alcuni parlano di "partita truccata". Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»; - il fatto che sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un'intesa con lo Stato. Il sito dell'UAAR (www.uaar.it), sostiene che per questo motivo la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca la ratifica dell'accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l'avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica. - il fatto che la scarsa chiarezza del meccanismo trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Nel sito dell'UAAR si racconta di un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo; - il fatto che lo Stato Italiano, dovendo erogare questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.” [fine della citazione da Wikipedia] Nota finale - Questo blog non è ‘asservito al demonio’ o contrario alle convinzioni spirituali e religiose di ognuno. Questo blog raccoglie e propone notizie e commenti del curatore, che è cittadino italiano agnostico, contrario a tutti i fondamentalismi e che ritiene che la Repubblica Italiana dovrebbe evitare di sovvenzionare coi soldi pubblici potenti e ricchissime organizzazioni religiose attente da secoli e in ogni parte del mondo a curare solo ed esclusivamente i propri interessi. (RT) =================== NOTA: questo blog è un aggregatore di notizie e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza fissa periodicità, pertanto questo sito non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001. Le immagini talvolta a corredo dei post sono disponibili su internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore segnalatecelo tramite la funzione dei relativi commenti e provvederemo alla loro rimozione. - Buona lettura.
SOCIETA'
15 maggio 2012
Misteri vaticani. Riaperta ed esaminata a Roma la tomba di De Pedis, l’ex boss della Magliana sepolto in chiesa.


Dopo anni di silenzi, tentennamenti e depistaggi le autorità hanno aperto la sontuosa cripta marmorea nella quale è sepolto un personaggio che potrebbe essere legato alla scomparsa di Emauela Orlandi.

È ufficiale: è «Renatino». - riporta il Corriere della Sera  - Il corpo nella bara tumulata nella basilica di Sant'Apollinare a Roma «è quello di Enrico De Pedis». L'identificazione dell'ex boss della Banda della Magliana è stata effettuata lunedì mattina dai tecnici della Scientifica tramite il riscontro con le impronte digitali. La tomba è stata solo aperta e la polizia scientifica sta effettuando altri rilievi esterni sui resti del cadavere. Lo spostamento della bara sarà invece effettuato nei prossimi giorni.

A far decidere alla procura che era arrivato il momento di andare a vedere cosa ci fosse dentro quella bara, è stata una telefonata arrivata alla trasmissione «Chi l’ha visto?» a settembre del 2005. Già nel ’97 Il Messaggero aveva dato la notizia della sepoltura di De Pedis in quella chiesa, ma a far muovere i pm furono le dichiarazioni di un uomo che diceva anonimamente al telefono: «Per trovare la soluzione al caso di Emanuela Orlandi andate a vedere chi è sepolto nella cripta della basilica di Sant’Apollinare, e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all’epoca». In seguito anche l’ex amante del boss, Sabrina Minardi, decise di parlare con i magistrati e rivelò che a sequestrare la figlia del commesso vaticano era stato proprio De Pedis.

Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, circa due anni fa, ha effettuato un sopralluogo nella cripta. Una visita che è stata organizzata in maniera informale, dopo l'audizione come persona informata sui fatti, di don Pedro Huidobro, attuale rettore della basilica che ha collaborato all'iniziativa. A costruire la tomba, simile a quelle papali, era stato proprio uno dei marmisti della Santa Sede.

La basilica di Sant’Apollinare è una struttura di proprietà dell’Opus Dei ed è situata proprio accanto alla scuola di musica che Emanuela Orlandi frequentava, collegata ad essa da un cunicolo, e luogo nel quale è stata vista l’ultima volta.

A parte il mistero sulla scomparsa della ragazza e i possibili collegamenti tra il Vaticano e la banda della Magliana e la gerarchia ecclesiatica non ha mai dato una chiara ed esauriente spiegazione del perché ad un personaggio quale il De Pedis sia stato tributato l’onore di una sepoltura così di prestigio.

Il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dalla morte, il rettore della basilica, monsignor Piero Vergari, attestò con una lettera lo status di grande benefattore di De Pedis: «Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma - Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana» (Da wikipedia.)


Il boss di una banda di criminali ritratto come benefattore dei poveri e interessato alla buona formazione cristiana dei giovani?!?

Inoltre occorre certamente un'autorizzazione ben più illustre di quella del rettore di una basilica per poter sepellire un corpo all'interno di una chiesa storica.  Chi l'ha data e perchè? Altre domande ancora senza risposta.

Fonti: Il Corriere - Il Messaggero
SOCIETA'
11 maggio 2012
Finanze clericali e marketing.Chi si nasconde dietro il simpatico concorso I feel CUD?


La crisi di donazioni comincia a ripercuotersi sul tenore di vita di vescovi e cardinali? Bisogna correre ai ripari, trovare un modo per convincere gli italiani a dare piu’ soldi alla gerarchia cattolica. Come? Lo spiega un articolo del Fatto Quotidiano, intitolato La Chiesa cattolica e lo spirito (santo) del marketing, che svela chi si nasconde dietro l’accattivante campagna ifeelCUD. Fumosa quanto basta, al punto da non nominare il vero beneficiario della raccolta, lo slogan del concorso recita: «Hai un’idea per migliorare la vita della tua comunità parrocchiale? Ti aiutiamo a realizzarla! Crea una squadra con i giovani della tua parrocchia, iscriviti al concorso, raccogli le schede allegate al modello CUD, pianifica il tuo progetto e presentalo con un video». Migliorare la vita della tua comunità parrocchiale? In realtà la questione riguarda l’8 per mille, che si può scegliere di destinare a una determinata confessione religiosa o, in (apparente) alternativa, allo Stato. E dunque? Il promotore dell’iniziativa si cela dietro più di un click: il sito del concorso, infatti, non lo specifica. Vi è solo un piccolo logo, apposto in basso a destra della pagina. Cliccando si è reindirizzati al sito dell’8×1000 (quello per antonomasia), dove finalmente si può leggere distintamente “copyright CEI”, Conferenza Episcopale Italiana, of course. (…)

Il meccanismo del concorso è davvero diabolico. In sostanza, la CEI invita i giovani (dai 18 ai 35 anni, purché in accordo con il proprio parroco) a raccogliere i Cud dei pensionati della propria parrocchia (sensibilizzare i giovani al rapporto con gli anziani, come da regolamento) dopo essersi debitamente accertati che questi abbiano apposto la firma sulla casella giusta: quella della Chiesa cattolica. Da notare che questo passaggio nella campagna è definito “aiuto alla compilazione”. Una volta raccolti quanti più Cud possibile (minimo 30 schede CUD – pena esclusione dal concorso, sempre da regolamento), i giovani dovranno consegnarli ai Caf Acli, e quelli che si saranno distinti in questa caritatevole opera di dolce persuasione, vinceranno «un budget da un minimo di 1.000 euro fino a 29.500 euro» per realizzazione del loro progetto. «Inoltre, il video più votato dal pubblico sarà premiato con un riconoscimento di 1.000 euro. Cinque categorie e tantissimi premi ti aspettano!». Insomma, ricchi premi e cotillons! (…)

Rimane, a questo punto, solo un ultimo aspetto da considerare: il motivo che ha spinto la CEI a intraprendere questa tragicomica guerra all’ultimo Cud. Negli ultimi anni si è registrato un drastico calo delle donazioni, come confermò lo stesso monsignor Crociata a margine dell’assemblea dei vescovi tenutasi nel maggio del 2010: «Dobbiamo registrare con preoccupazione per il secondo anno consecutivo un calo percentuale delle firme dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica». I rilievi erano quelli pertinenti al triennio 2006-2008. Frattanto, almeno quattro fattori potrebbero provocare un’ulteriore drammatica disaffezione dei contribuenti alla Chiesa cattolica: la piaga della pedofilia, che, sebbene ormai tacitata dalla stampa, ha toccato profondamente la sensibilità dei cittadini; una più capillare e corretta informazione sul meccanismo dell’8 per mille, resa possibile grazie agli sforzi di alcune associazioni laiche (prima fra tutte l’Uaar) che hanno fatto sì che anche i più seguiti programmi tv si occupassero finalmente dell’argomento; la ritrosia dei vertici della Chiesa a partecipare ai sacrifici imposti agli italiani dalla crisi; infine, gli strascichi del Bunga Bunga Gate dell’anno scorso, sul quale la Chiesa ha tenuto un contegno che molti cattolici ritengono inammissibile.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

SOCIETA'
7 maggio 2012
Donne e religione. Il Vaticano punisce le suore americane, troppo emancipate e indipendenti.


Il Vaticano – riporta Il Fatto Quotidiano - ha commissariato le suore americane della Leadership Conference of Women Religious (LWCR) (la Conferenza delle superiore maggiori), chiedendo una profonda riforma dell’ordine. Le religiose d’oltreoceano sono accusate di avere “seri problemi dottrinali” e di essersi “allontanate dall’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità e sul sacerdozio riservato ai maschi”. Ma soprattutto, l’indagine della Congregazione per la Dottrina della Fede guidata dal cardinale statunitense William Levada (nella foto) ha riscontrato che le suore hanno fatto dichiarazioni pubbliche che “sfidano i vescovi, autentici maestri della Chiesa, della fede e della morale” e definisce le idee della Lcwr “temi da femministe radicali incompatibili con la dottrina cattolica. I vescovi americani si erano dichiarati fortemente contrari all’introduzione dell’assistenza medica obbligatoria voluta da Obama, perché temevano che questo avrebbe incoraggiato l’uso di contraccettivi negli Usa.

Più vicine alla gente e ai problemi della società, le suore della Lcwr invece l’avevano apertamente sostenuta, attirandosi così le ire della gerarchia cattolica. Ma quel che si nasconde dietro queste schermaglie è molto di più che una diatriba gerarchica. La messa sotto tutela delle suore è un ennesima tappa del processo di demolizione del Concilio Vaticano II che Joseph Ratzinger sta conducendo fin dall’inizio del suo pontificato. Le suore americane disturbano innanzitutto perché sono donne e poi perché anziché occuparsi di catechismo, conducono attività di volontariato fra i diseredati della società americana, assumendo atteggiamenti condiscendenti in materia di omosessualità e aborto.


Il Post riporta che suor Annmarie Sanders, portavoce della Conferenza, ha detto che LCWR è stata tenuta completamente all’oscuro dall’inchiesta e che le sue componenti sono «sbalordite dalle conclusioni della valutazione dottrinale».

È del tutto evidente che questa mossa è stata orchestrata dalla gerarchia cattolica per ‘rimettere in riga’ queste donne, troppo emancipate, troppo indipendenti, dovrebbero semplicemente obbedire invece di pensare troppo con la loro testa. Secondo il rapporto della Congregazione per la Dottrina delle fede (l’ex Sant’Uffizio di nefasta memoria, guidato per lungo tempo da Ratzinger in persona) il problema fondamentale è che la Leadership Conference, che riunisce circa l’80 per cento delle religiose degli Stati Uniti, si sarebbe «allontanata dal centro cristologico fondamentale e dal focus della consacrazione religiosa», motivazione ufficiale artificiosa e manipolatrice che maschera in realtà il profondo disagio, storicamente cementato, con il quale questa istituzione - maschilista per eccellenza - si pone nei confronti dell’universo femminile. Il presunto allontanamento dal “centro cristologico” è solo uno paravento linguistico ad uso e consumo del “gregge” dei credenti, ai quali bisogno pur raccontare qualcosa. In realtà qui la vera questione è la presenza e il ruolo della donna nella piramide tutta maschile della gerarchia ecclesiastica che dovrebbe essere rimessa in questione, ed è del tutto evidente che i signori al vertice non hanno alcuna intenzione di cedere alle donne nemmeno un grammo del loro potere.

Fonti: Il Fatto - Il Post

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SOCIETA'
4 maggio 2012
Religione e società. Percentuale di credenti in declino nel mondo.
Lo studio Beliefs About God Across Time and Countries, curato dal National Opinion Research Center dell’Università di Chicago, ha riscontrato che il numero di credenti religiosi è in calo in tutto il mondo. Lo studio ha preso in considerazione dati provenienti da 30 diverse nazioni dei vari continenti. I ricercatori hanno riscontrato che gli abitanti delle Filippine registrano la più alta percentuale di “fortemente credenti” (84%), i giapponesi la più bassa (4.3%). In media la percentuale dei “fortemente credenti” in un dio è del 33.5% (il 16.7% in Italia). In generale lo studio ha riscontrato le nuove generazioni sono meno propense al ‘credere’ rispetto a quelle più vecchie. Le credenze religiose registrano una tendenza al calo generalizzato ovunque con le sole eccezioni della Russia, Slovenia e Isreale.

L’ateismo (ovvero il non credere all’esistenza di un Creatore) è più forte nell’Europa nord-occidentale, paesi scandinavi in testa, e nei paesi dell’ex blocco sovietico (Polonia esclusa). Ben il 59% degli abitanti dell’ex Germania orientale ha risposto di non aver mai creduto in Dio, mentre solo il 4% dei cittadini statunitensi ha dato la stessa risposta. In Italia il 72% della gente “crede in Dio e ci ha sempre creduto”, a fronte del 7.4 che ha risposto “non credo in Dio e non ci ho mai creduto”. Importante comunque far notare che il 54% degli italiani è d’accordo sull’affermazione di credere “in un Dio personale”, dunque non necessariamente la percentuale dei credenti si identifica con una particolare religione organizzata.

La percentuale degli atei in Italia era aumentata del 3.2% tra il 1991 e il 1998 ed è aumentata di un ulteriore 1.7% tra il 1998 e il 2008. Per contro, sempre in Italia, i credenti erano diminuti del 10.5% tra il 1991 e il 1998 e sono diminuiti ancora del 6.7% tra il 1998 e il 2008.

Fonte: NORC

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SOCIETA'
2 maggio 2012
Religione e fascismo. Italia 2012. Preti benedicono lapidi e celebrano messe in ricordo di Mussolini.


Nonostante la Repubblica Italiana sia nata dalla lotta al fascismo e ai suoi ‘ideali’ violenti e prevaricatori non mancano i nostalgici della dittatura nazi-fascista, che portò l’Italia alla sciagurata alleanza con la Germania nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Fascisti vivi e vegeti nel Comasco. – riporta L’Unità - Con perfino un prete a benedire loro e la lapide nel luogo dove furono fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci del 28 aprile del 1945. È successo a Giulino di Mezzegra. A sessantasette anni esatti dalla sentenza di morte decisa dal Comitato di Liberazione Nazionale, la sedicente Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana ha pensato bene di celebrare la memoria del (loro) Duce e della sua amante con un cippo di marmo che raffigura un libro aperto con le due effigi in cui Mussolini e la Petacci sono ritratti in abiti civili. Si tratta del secondo tentativo, visto che anni fa gli stessi fascisti appesero una croce nera con il nome del duce sul vicino muro della casa dove Mussolini e la Petacci trascorsero l’ultima notte. In corteo, con una bandiera tricolore con al centro un’aquila, circa duecento nostalgici vestiti quasi tutti con la camicia nera hanno raggiunto il luogo, e quando è stato chiamato ad alta voce il nome di Benito Mussolini, hanno risposto tre volte “Presente”, facendo il saluto romano. Dopo il “silenzio” intonato da un ex bersagliere, la lapide è stata benedetta da don Luigi Barindelli, parrocco di Mezzagra (nella foto sopra) che quest’anno non ha celebrato la messa per i reduci della Repubblica sociale per l’anniversario della morte di Mussolini. (…) L’iniziativa è stata avallata dal sindaco del paese, la leghista Claudia Lingeri con l’incredibile motivazione che «la lapide non fa riferimenti espliciti all’epoca fascista». Lo stesso sindaco ieri era presente alla celebrazione.



Non che questi rigurgiti di fascismo siano limitati al solo Nord, o no. Il sito Iene Siciliane riporta che Come ogni anno che si rispetti, nella pagina dei necrologi del quotidiano cittadino “La Sicilia” appare il solito trafiletto (nella foto) che ricorda la morte di Benito Mussolini, Duce d’Italia. Anche per questo 28 aprile 2012 la solenne messa si è tenuta presso la Chiesa di San Gaetano alle Grotte di Catania celebrata da padre Antonio Lo Curto, un prete molto conosciuto negli ambienti ecclesiastici etnei e non solo nonchè molto noto per le sue simpatie di destra. (…) Padre Lo Curto tiene un’omelia molto appassionata, in cui descrive Mussolini come una “brava persona”, e rievoca gli unici errori quelli legati alle leggi razziali e all’entrata in guerra dell’Italia (al fianco della Germania, si’ insomma, due peccatucci veniali, roba che certamente merita la piena assoluzione...)



I rapporti tra il clero cattolico e il fascismo sono pieni di zone d'ombra. Sebbene all’inizio il movimento di Mussolini fu ostile alla Chiesa nel corso degli anni mutò il suo atteggiamento, avendo capito che il consenso cattolico era un essenziale elemento per poter consolidare il proprio potere. Nel 1923, con gran soddisfazione della ‘Santa Sede’ fu il governo fascista che ordinò di reintrodurre i crocefissi negli ospedali (da dove, invece, il laico Stato liberale li aveva rimossi) e stanziò tre milioni di lire per il restauro e la ricostruzione delle chiese danneggiate durante la guerra. In tal modo, andò costruendosi un clima di reciproca fiducia, che sfociò nella firma dei Patti Lateranenzi del febbraio 1929, patti che comprendevano anche il Concordato tra Stato e Chiesa. (Nella foto qui sopra la firma dei patti lateranenzi tra Mussolini e il Cardinale Gasparri).Sulla base di esso lo Stato cessava di essere neutrale in campo religioso, e accettava di privilegiare una confessione sopra tutte le altre. Alla Chiesa cattolica fu concesso che la sua dottrina religiosa fosse oggetto di insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado; l'articolo 36 del Concordato affermava categoricamente che «l'insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta nella tradizione cattolica» veniva considerato dall'Italia a fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica». (per maggiori informazioni storiche tra Fascismo e Chiesa Cattolica si veda qui).

Fonti: L'Unità - Iene Siciliane
SOCIETA'
27 aprile 2012
Scontri religiosi. Sulle fantasmatiche apparizioni mariane a Medjugorje è scontro tra media cattolici.


È guerra aperta tra due controversi media di area cattolica. Il blog di apologetica cattolica Pontifex – ben noto per la capacità di scatenare polemiche - recentemente ha attaccato duramente il radiopredicatore Livio Fanzaga, che imperversa quotidianamente da Radio Maria, bollando chiunque non ubbidisca al magistero della Chiesa (dunque, in ultima analisi, chiunque la pensi diversamente da lui) di essere “alleato di Satana” (!).

In discussione – riporta il Corriere - c'è il culto verso la Madonna di Medjugorie che è un pilastro incrollabile per l'emittente erbese e per padre Livio mentre è un culto ancora privo dell'imprimatur del Vaticano per quelli di Pontifex. I quali, piatto piatto, hanno chiesto un intervento delle autorità ecclesiastiche. (…) Uniti nell'additare i peccati nel mondo, i duellanti questa volta si sono divisi sul culto della Madonna e sulla apparizioni di Medjugorie, fenomeno che ha segnato le fortune di Radio Maria, accreditata ormai di un milione e 700 contatti in tutta Italia. «Sostenere affermazioni come quelle che quotidianamente sforna Padre Livio, ormai trombone mediatico dei presunti fenomeni di Medjugorje sarebbe come dire che Martin Lutero è un santo» ecco il sobrio anatema che lancia il sito ultracattolico. Pontifex cita documenti del Vaticano, secondo i quali non vi è alcuna prova che accrediti le apparizioni mariane nella ex Jugoslavia come fenomeni divini. In questi casi «si deve obbedienza alla Santa Sede».

Le due catto-fazioni contrapposte, con relativi supporter, si accusano a vicenda. Il manipolo di cattointegralisti di Pontifex accusano padre Livio di essere diventato ormai un “trombone mediatico dei presunti fenomeni di Medjugorje”, “in stato di eresia” in quanto dà per certa l’origine sovrannaturale del caso senza aspettare il ‘bollino’ di certificazione papale (cosa assurda di per se, visto che in questo tipo di cose non vi è mai nessun tipo di dimostrabilità possibile). Sul fronte opposto la fazione di fan di Radio Maria, numericamente ben più consistente, rinfaccia al blog accusatore di non godere di alcuna credibilità, di essere estremista e ideologizzato e di voler scatenare polemiche di stampa – come questa di cui state leggendo - solo al fine di attrarre visitatori, aumentando il traffico e dunque gli introiti pubblicitari (in effetti è vero che le pagine di Pontifex abbondano di pubblicità).

Medjugorje, per chi non lo sapesse, è il paesino della Bosnia divenuto famoso per le apparizioni di una entità soprannaturale che, secondo i credenti, sarebbe la Madonna di cui si parla nei vangeli. Le apparizioni, guarda un po’, non sono visibili a tutti, ma riservate solo ed esclusivamente a 6 'veggenti', nessun altro vede niente. Questi 6 asseriscono che l’apparizione si rivolge a loro presentandosi come “la Signora della Pace". Come in ogni buon romanzo di narrativa popolare per aumentare la suspence e il mistero anche in questo caso vi sarebbero degli importanti “segreti”, che la fantasmatica entità (ovviamente descritta come "eterea" e “bellissima”) rivelerebbe di tanto in tanto ai 'veggenti'. I segreti di Fatima sono tre? A Medjugorje sono ben dieci!

Inutile dirlo, ma nel giro di pochi anni questo sconosciuto paesino bosniaco è diventato un’attrazione turistica internazionale, sul modello Fatima e Lourdes, con frotte di turisti che vi si fiondano nella speranza di sperimentare anch’essi qualche estasi mistica. In Italia tra i più ferventi sostenitori e pubblicizzatori della Medjugorje ultraterrena vi sono il giornalista cattolico Antonio Socci e Paolo Brosio. Quest’ultimo, a suo modo indimenticabile inviato di Emilio Fede per il Tg4 ai tempi di Mani Pulite, ha scritto ben due libri sul tema e condotto vari speciali tv, sempre per Rete 4. Anche lo stesso padre Fanzaga a ben guardare ha spremuto ben bene il limone editoriale su questo argomento, riuscendo (sinora) a scriverci sopra non uno, non due, non tre ma ben quattro (!) libri. A dimostrazione che la creduloneria fa vendere ancora bene e gli operatori turistici non sono certo gli unici ad approfittarne.

Fonte: Corriere
SOCIETA'
24 aprile 2012
Religione e politica. Ratzinger compie 85 anni, l’ossequiosa politica italiana s’inchina e bacia le mani.
Per gli 85 anni compiuti alcuni giorni fa da Joseph Ratzinger – noto anche come Benedetto XVI - la maggior parte dei politici italiani si è profusa in prevedibili auguri. Non solo, ma ha colto l’occasione per fare lodi sperticate al papa. Un vero e proprio coro bipartisan. Anche le maggiori cariche istituzionali - riporta l'UAAR - hanno fatto a gara ad elogiare Benedetto XVI. Moltissimi i messaggi: ci limitiamo ad un florilegio dei più significativi.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invia anche “a nome del popolo italiano” gli auguri “per la sua feconda prosecuzione di quell’alto magistero etico e spirituale al quale guardano con speranza la nazione italiana e tutta la vasta comunità cattolica”. ll premier Mario Monti esprime “gratitudine per la ricchezza e il coraggio del suo alto magistero”, “per la forza della sua testimonianza di fede e carità”, per “l’instancabile impegno affinché il bene comune sia la vera, nuova ragione e l’orizzonte di speranza dell’Italia, dell’Europa e dell’intera comunità umana”.
Il presidente del Senato, Renato Schifani (Pdl), esprime “profonda gratitudine” per “l’opera instancabile da lui svolta nelal guida della Santa Chiesa” capace di “rispondere alla profonda crisi morale delle coscienze”. Anche Vannino Chiti (Pd), vicepresidente del Senato, non può esimersi dal definirlo “figura centrale non solo per i credenti ma per l’umanità intera” in una “epoca complessa in cui la crisi economica attanaglia le nazioni e in cui assistiamo ad una profonda caduta dei valori”. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha menzionato “l’altissima missione” del papa, “il suo incessante impegno pastorale animato da una profonda forza morale e ricchezza spirituale” che “rappresenta un saldo ed insostituibile riferimento per laici e credenti, contribuendo alla promozione della pace e della tolleranza”. Per Maurizio Lupi (Pdl), il vicepresidente ciellino della Camera, Benedetto XVI è “riferimento di serena speranza in questo momento di crisi”.

A tirare in ballo i non credenti anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale assicura che Benedetto XVI è un “insostituibile punto di riferimento per i credenti, ma anche per chi non crede”. Enrico Gasbarra, segretario Pd per il Lazio, ha parlato di “instancabile testimonianza” da parte del papa “del messaggio di amore e libertà del Vangelo”, “fonte di speranza e di impegno per tutti ad operare al servizio della pace, della giustizia, del bene comune”.

Non manca il telegramma di auguri del governatore della Lombardia, il ciellino Roberto Formigoni (Pdl). Di cui molti in questi giorni invocano le dimissioni per presunti contatti con alcuni indagati nello scandalo sanità in regione. “In un mondo in cui dominano la paura e la confusione la sua fede certa e piena di ragione ci testimonia”, scrive Formigoni, “la novità di una vita cambiata dall’incontro con Cristo, l’unico in grado, come lei ha ricordato recentemente, ‘di dare senso all’esistenza’”.

Ricorre in questi auguri il vizio ‘ecumenico’ dei politici di parlare a nome di tutti i cittadini, anche atei e agnostici o semplicemente non cattolici. Come se il consenso verso la Chiesa e il papa fossero generalizzati. Come se Benedetto XVI potesse rappresentare in maniera indiscussa principi e valori accettati e promossi da tutti. Ma Benedetto XVI potrebbe essere un esempio persino per chi non crede. Non solo perché arrivare ad 85 anni è un obiettivo di molti, ma anche perché la figura del papa ha un grande potere (non solo spirituale) e riceve l’ossequio acritico dei politici.

E non solo la politica. Persino il quotidiano economico di Confindustria Il Sole 24 Ore ha pensato bene di unirsi al coro di inchini e reverenze al 'Santo Padre', propugnando ai propri lettori un bel libretto celebrativo per l’occasione.

Sebbene con il mondo economico (denaro) non c’entri niente. O forse sì?

Fonte: UAAR
SOCIETA'
18 aprile 2012
Finanze ecclesiastiche. Tempo di dichiarazione dei redditi: tornano gli spot ‘benedetti’ sull’8x1000


L’Otto per mille per la Chiesa cattolica - scrive C. Tecce sul Fatto Quotidiano - arriva di primavera con la dichiarazione dei redditi e con strategie pubblicitarie che abbracciano le televisioni, i giornali, le radio. Facce disperate di profughi in mare e bambini affamati, deserti di sabbia e traversate di morte, immagini di repertorio che studi multinazionali (e costosi) selezionano per trasmettere il messaggio dei Vescovi italiani e per giustificare 1,118 miliardi di euro ricevuti l’anno scorso fra adesioni volontarie che arrancano e un sistema fiscale che premia il Vaticano.

Peccato che soltanto il 20 per cento di una cifra enorme sia destinata a “interventi caritatevoli” e una parte ancora minore (85 milioni) sia riservata per le popolazioni del Terzo Mondo. Proprio quei volti che sapienti pubblicitari confondono fra musiche sinfoniche e racconti eroici. Quasi un miliardo di euro rimane contante e sonante nelle casse dei Vescovi, cioè del Vaticano che trasferisce i conti bancari in Germania per aggirare le norme italiane contro il riciclaggio. La Conferenza episcopale italiana, prima di Camillo Ruini e poi di Angelo Bagnasco, ha stipulato un contratto decennale (appena scaduto, il 31 dicembre) in esclusiva con Saatchi & Saatchi. Per migliorare la comunicazione e sfruttare 11, 5 milioni di investimenti nel 2011 e 12, 2 nel 2010, i Vescovi hanno arruolato Matteo Calabresi, già direttore marketing di Micromegas, un’azienda che cura le campagna di numerose banche: Fineco, Banca di Sicilia, Unicredit, Veneto Banca, Bnl Paribas. In via Aurelia a Roma c’è il laboratorio creativo dei vescovi, chiamato per esteso “Servizio per la promozione del Sostegno Economico alla Chiesa”. Quei filmati (…) non dicono che 360 milioni di euro servono per sostenere il clero e 467 milioni per esigenze di culto e pastorali.

Lettori del Fatto scatenati nella parodia della frase pubblicitaria usata negli spot pro-clero. Eccone alcuni esempi:

Chiedilo a Mario, l'autista di Monsignor X, quanto consuma una Jaguar.
Chiedilo a Giovanni, impiegato allo sportello, quanto frutta un conto allo IOR.
Chiedilo a Luciano, amministratore di una pensione per pellegrini, come si fa a non pagare l'ICI
Chiedilo a padre Luca, l'assistente del Vescovo Y come si fa ad avere la raccomandazione per diventare insegnante di religione a scuole.
Chiedilo al tenente Mario, come si fa ad avere una raccomandazione per entrare alla Nunziatella e poi diventare militare effettivo.
Chiedilo al maresciallo Michele, come ha fatto a contattare Monsignor Z per avere la raccomandazione al concorso nei carabinieri nel 1997.
Chiedilo al sig. Giovanni, autista di Monsignor G, come si fa a portare i soldi in Svizzera con valigetta diplomatica.
Chiedilo al sig. Matteo, impiegato presso il Vaticano, come è vantaggioso vivere a Roma con cittadinanza/passaporto Vaticani e avere accesso a privilegi non consentiti agli italiani.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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SOCIETA'
16 aprile 2012
Discriminazioni. Parroco nega comunione a un bambino disabile. La diocesi dalla parte del parroco.


Non riceve la prima comunione perchè il prete lo ritiene “incapace di intendere e volere”. Succede a Porto Garibaldi, uno dei lidi in provincia di Ferrara, e protagonista della controversa vicenda è un bambino con ritardo mentale che il parroco del paese, don Piergiorgio Zaghi, decide di “saltare” nella somministrazione dell’eucarestia. L’episodio, avvenuto nel bel mezzo della cerimonia propedeutica per le prime comunioni, ha scatenato la polemica tra favorevoli e contrari al gesto del parroco. Alcuni genitori dei compagni di classe del piccolo, che frequenta la quarta elementare a Porto Garibaldi, con una lettera hanno invitato il prete a ritornare sulle sue decisioni. Quest’ultimo si è difeso nell’omelia pronunciata durante la messa del venerdì Santo: anche se la dottrina non prevede l’esclusione dall’Eucarestia per le persone incapaci di intendere e volere, don Piergiorgio avrebbe desiderato che il piccolo capisse o intuisse la portata del sacramento.

Sig. parroco, se pensa che per ricevere un sacramento bisogna esserne consapevoli e comprenderne il significato, se ne ricordi anche la prossima volta che le presentano un neonato da battezzare, fa notare il lettore Mauro su Articolo 3.

Dalla Curia a intervenire a difesa del parroco è Monsignor Antonio Grandini: «Premesso che la vicenda è di difficile interpretazione e che abbiamo già parlato con la famiglia, non è semplice stabilire chi sia la parte debole in questa storia». E aggiunge, «Per ricevere il sacramento, il bambino dovrebbe saper distinguere il pane dall’ostia e questo, al momento, non è avvenuto». Non solo, in teoria i genitori del piccolo avrebbero potuto accompagnarlo all’altare ma «non essendo la coppia unita in matrimonio, anche questa soluzione non è stata possibile».

In molti ritengono che questa sorta di 'riti magici e propiziatori' (battesimo, comunione, cresima) non andrebbero imposti ai bambini. I genitori non dovrebbero prendere decisioni di questo genere imponendo a una parte debole (il bambino) di sottoporsi a tali pratiche cerimoniali e divenire forzatamente seguace della loro stessa religione. Sono scelte che, liberamente e usando ciascuno il proprio cervello (per capire che cosa effettivamente siano), solo da adulti e consapevoli si dovrebbero prendere.

Fonti: Giornalettismo - La Nuova Ferrara

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CULTURA
12 aprile 2012
Libri. Golgota - Viaggio segreto tra Chiesa e pedofilia


Si intitola Golgota. Viaggio segreto tra Chiesa e pedofilia il nuovo libro inchiesta di Carmelo Abbate già autore del best seller europeo Sex and the Vatican. Viaggio segreto nel regno dei casti (entrambi i titoli sono pubblicati da Piemme). Golgota, da pochi giorni in libreria, allarga in maniera significativa lo squarcio nel muro di omertà mediatica che riguarda il fenomeno della pedofilia nel clero cattolico italiano.

Sono passati quasi trent’anni da quando il primo caso di pedofilia viene segnalato al Papa. Da allora si contano ufficialmente quattromilacinquecento casi nella Chiesa degli Stati Uniti, con oltre due miliardi e mezzo di dollari di risarcimenti pagati. Millesettecento preti accusati di abusi in Brasile. Mille in Irlanda, chiamati a rispondere di trentamila casi. Centodieci sacerdoti condannati in Australia. In Italia si parla di ottanta casi e trecento vittime: quelli rimasti riservati o nascosti sono certo molti di più, ma la Conferenza episcopale italiana non ha mai comunicato dati ufficiali. L’elenco delle Chiese travolte dallo scandalo della pedofilia copre i cinque continenti. Nel corso dell’ultimo decennio i casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori sono «in drammatico aumento», ha recentemente dichiarato il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio. Ma se si comincia finalmente a prendere coscienza della dimensione del fenomeno, si fatica enormemente a riconoscerne la natura e le cause. Sono solo alcuni dei numeri di Golgota. Ma il lavoro di Carmelo Abbate è tutt’altro che un elenco di numeri. È una rete di incontri: da Roma a New York, da Berlino a Parigi, dall’America Latina all’Africa. Di confessioni inquietanti. Di testimonianze. Di scontri. Rivelazioni sconcertanti. Documenti esclusivi. È, soprattutto, una solida indagine da undercover reporter. Le denunce delle vittime. L’immobilismo delle gerarchie. Il teorema del silenzio. I soldi per pagarlo. I centri per il recupero dei preti pedofili. Le azioni giudiziarie. Il quadro psicologico. Il risultato è una sconvolgente inchiesta, un reportage inedito ed esplosivo.

Su Cronache Laiche un'intervista all'autore.
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